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799px-Ferrania_logoHo trovato sull’ultimo numero di aprile di Fotografia Reflex una storia che trovo bellissima. Provo a sintetizzarla.

È la storia di Ferrania” marchio che nasce nel 1932 dalla trasformazione della Sipe (Società Italiana Prodotti Esplodenti), una fabbrica di Cengio che dal 1882 produceva dinamite. Con la Prima guerra mondiale le SIPE fece grandi affari: finito il conflitto, fu lanciato un piano di riconversione industriale e nel 1923 venne costituita la società per azioni Film (Fabbrica Italiana Lamine Milano) destinata alla produzione di pellicola cinematografica e fotografica. La Film rilevò lo stabilimento di Vincennes della Pathé Frères, la prima società cinematografica del mondo fondata dai pionieri della fotografia e della cinematografia, i fratelli Charles, Emile e Théophile Pathé, e cominciò a costruire una fabbrica a Ferrania. Nel 1932 nacque dalla Film, per trasformazione, la società Film Cappelli-Ferrania, la quale assorbì la Cappelli di Milano (produttrice di lastre fotografiche di vetro) e la Tensi (produttrice di prodotti fotografici). Nel 1938 la Film Cappelli-Ferrania diventò ferrania-3semplicemente Ferrania. Cominciò una grande stagione di successi: oltre alla produzione di pellicole per la fotografia e per il cinema, Ferrania cominciò a produrre macchine fotografiche di ottima qualità come la gloriosa Condor I. Poi arrivò il secondo conflitto mondiale e, finita la guerra, Ferrania diventò il più importante supporto per i registi neorealisti. Anche il cinegiornale “La Settimana Incom” veniva girato e stampato su pellicole Ferrania (girato sulla storica “Pancro 30” o P30”).

Nel frattempo l’azienda era passata alla Ifi della famiglia Agnelli e nel 1964 la società venne rilevata, quando dava ormai lavoro a 3.500 persone, dal colosso statunitense 3M. Gli americani assorbirono alcune attività di Ferrania in una società sussidiaria che chiamarono Imation (nota, decenni fa, per i floppy disc da tre pollici e mezzo). L’azienda, oltre a produrre pellicole cinematografiche e fotografiche commercializzate col proprio marchio, produceva pellicole per multinazionali come Kodak. Nel 1999 3M passò la proprietà al fondo Schroder Ventures: alle soglie del 2000, con la rivoluzione della fotografia digitale in corso, Ferrania restò a lungo unica produttrice al mondo di pellicole nel formato 126 “Instamatic” con marchio “Solaris” dopo la cessazione della produzione da parte di Kodak.

Condor pubblicitàNel 2010, la crisi. Due anni prima l’azienda aveva smesso di produrre pellicole per raggi X, fotocamere, materiali per arti grafiche e software per ospedali. Nel 2009 era stata chiusa anche la linea di produzione di pellicole fotografiche. Nell’ottobre del 2012 fu chiesta la mobilità per 198 dei 230 lavoratori superstiti. Un anno dopo lo stesso destino toccò ad altri 73 lavoratori. Erano finite anche le ultime commesse relative alla produzione di pellicole negative a colori ed era scaduto un importante contratto con Kodak per l’X-Ray.

Intanto la società era passata al Gruppo Messina di Genova e in una logica di riconversione industriale, la proprietà aveva impegnato il marchio investendo in centrali a biomasse, in un laminatoio e infine nel fotovoltaico, brigando per gli incentivi statali per le energie rinnovabili.

Oggi la rivoluzione digitale è completa. I produttori cinematografici non mandano più le “pizze” in cabina preferendo, anche per la proiezione in sala, i dvd o il Blu-ray. Le reflex digitali sono sempre più piccole, complesse e accessibili e girano anche filmati in alta definizione. La fotografia dell’artista di strada, scattata al mattino con lo smartphone in metropolitana, può essere stampata su carta fotografica con la laser a colori, una volta arrivati in ufficio. Kodak ha chiuso il suo più importante stabilimento, quello di Guadalajara in Messico e Fujifilm ha definitivamente smesso di produrre pellicola cinematografica nel marzo del 2013.

E Ferrania? È morta? No, è rinata.

pellicola solarisRilevato – racconta Fotografia Reflex di aprile – da due imprenditori (un movie maker e il titolare di un laboratorio di sviluppo, stampa, conservazione e restauro della pellicola cinematografica) con la Regione Liguria come prezioso alleato, il marchio Ferrania sta per tornare sulle scatole dei rullini. La nuova società si chiama “Film Ferrania srl”, ha acquistato la linea produttiva delle pellicole, ha rilevato macchinari e edifici industriali, promette di riassumere i dipendenti messi in mobilità e vuole tornare a produrre pellicole in bianco e nero come la storica Pancro 30, una pellicola invertibile e una negativa colore da 100 ISO. Per un mercato completamente diverso rispetto a quello del passato. “I nostri prodotti si potranno acquistare alle stesse condizioni a Savona come a Città del Capo”, ha dichiarato a Fotografia Reflex uno dei due imprenditori protagonisti della rinascita di Ferrania.

– Sito ufficiale: http://www.filmferrania.it/

– “Film News! Ferrania is back! Exclusive interview!”- http://www.japancamerahunter.com/2013/08/film-news-ferrania-is-back-exclusive-interview/